Le grandi rimonte femminili non sono solo imprese sportive: sono storie di coraggio, talento e passione che ribaltano pronostici e pregiudizi. Scopri le sfide epiche che hanno trasformato la sconfitta in leggenda
Ci sono momenti nello sport in cui tutto sembra perduto. Il cronometro corre, la speranza svanisce, il pubblico trattiene il fiato. Eppure, dal caos e dalla disperazione, nasce la magia: la rimonta. Non una qualsiasi, ma quelle grandi rimonte femminili – epiche battaglie di volontà e talento che hanno riscritto la storia dello sport mondiale.
Non si tratta solo di punti, reti o set. Si tratta di orgoglio, di cuore, di quella forza invisibile che trasforma la sconfitta in leggenda. E le protagoniste sono donne che, oltre a superare avversarie temibili, hanno sbaragliato pregiudizi, barriere e limiti umani.
Ma quali sono le rimonte femminili più straordinarie di sempre? Quelle che ci hanno fatto alzare in piedi, urlare, commuoverci, e credere – anche solo per un attimo – che nulla è impossibile?
Rimonte Leggendarie nel Tennis
Miracoli sul Campo da Calcio
Battaglie Incredibili nel Basket Femminile
Il Sudore e la Gloria dell’Atletica
Dibattito: Le Rimonte Come Specchio del Coraggio
Eredità e Significato di Queste Imprese
Rimonte Leggendarie nel Tennis
Nel tennis femminile, la rimonta è una danza di psicologia, resistenza e colpi millimetrici. Non c’è tempo per sbagliare, ma c’è sempre spazio per crederci. E poche discipline sanno restituire la tensione e la poesia del ribaltamento come la racchetta in mano a una campionessa.
Una delle sfide più iconiche resta quella tra Serena Williams e Elina Svitolina durante la Rogers Cup 2015. Sotto di un set e un break, Serena ribaltò tutto con una potenza mentale disarmante. Ma la più memorabile rimonta della Williams arrivò agli Australian Open del 2003, quando, sotto di un set contro Kim Clijsters, rimontò il punteggio con una combinazione micidiale di servizio e grinta. Quel torneo completò il famoso “Serena Slam”.
Secondo i dati ufficiali del WTA Tour, Serena Williams ha recuperato da situazioni di svantaggio in oltre il 40% delle sue vittorie nei tornei Slam, un record che sintetizza non solo la sua forza fisica ma anche la sua resilienza mentale.
Ma non solo lei. Ricordiamo la semifinale di Wimbledon 2018 tra Angelique Kerber e Jelena Ostapenko: la tedesca rischiava di cedere, poi si reinventò con una difesa perfetta, ribaltando ritmo e momentum del match. O quella finale di Roland Garros 2021 in cui Barbora Krejcíkova salvò un match point per poi trionfare, coronando una delle storie più commoventi del tennis moderno.
Statistiche chiave:
Percentuale di vittorie dopo essere state sotto di un set in tornei Slam (2000–2023):
– Serena Williams: 41%
– Simona Halep: 36%
– Maria Sharapova: 33%
Eppure, c’è qualcosa di più profondo in queste rimonte: sono il riflesso di un tennis sempre più emotivo, dove la tenacia conta quanto la tecnica.
Cosa spinge una campionessa a non arrendersi quando ogni colpo sembra voltarle le spalle?
Miracoli sul Campo da Calcio
Nel calcio femminile, la rimonta non è solo tattica. È epica. È l’arte di ribaltare un destino già scritto davanti a migliaia di occhi. E spesso, le grandi imprese sono nate dal nulla, in tornei dove la pressione era insostenibile.
Nella Coppa del Mondo Femminile 2019, gli Stati Uniti arrivavano come favoriti. Ma la vera fiaba di quella edizione fu la rimonta dell’Olanda contro il Giappone negli ottavi. Sotto 1-0, le olandesi reagirono sotto pioggia e stress, trovando un 2-1 che le spinse fino in finale. Una rimonta non solo fisica, ma anche simbolica di un movimento in ascesa.
Ancora più memorabile fu la sfida tra Barcellona e Wolfsburg nella semifinale di Champions League Femminile 2022. Dopo una sconfitta pesante nell’andata, il Barça tornò al Camp Nou pronto a riscrivere la storia. Con un pressing feroce e un tifo record di oltre 91.000 spettatori, le blaugrana ribaltarono completamente il risultato. Quella serata non fu solo calcio: fu un manifesto del potere del calcio femminile di emozionare quanto – e forse più – di quello maschile.
Momenti chiave:
– Rimonta Barcellona vs Wolfsburg, 2022: dal 0-2 al 5-3 complessivo
– Olanda vs Giappone, 2019: da svantaggio a qualificazione storica
È possibile che le rimonte femminili ispirino più empatia e passione perché raccontano la lotta per il riconoscimento stesso?
Battaglie Incredibili nel Basket Femminile
Nel basket, la rimonta è adrenalina pura. Tutto si gioca in secondi, in possessi. E il basket femminile ha regalato pagine incendiarie di questo tipo.
Prendiamo la WNBA Finals 2016, quando le Los Angeles Sparks guidate da Candace Parker affrontarono le Minnesota Lynx. Nel quarto periodo di gara-5, le Sparks erano sotto. Poi, in un’esplosione di orgoglio, Parker e Nneka Ogwumike annullarono il distacco e sorpassarono a 3 secondi dalla fine, conquistando un titolo entrato nella leggenda.
Anche in Europa, la storia è piena di momenti simili. La Famila Schio, regina del basket italiano, firmò nel 2019 una delle rimonte più belle in EuroLeague: sotto di 15 punti all’intervallo, tornò e vinse negli ultimi minuti grazie a un’inedita ferocia difensiva. Un match che segnò l’inizio della loro ascesa continua nel basket continentale.
Statistiche notevoli:
– Candace Parker, Gara-5 2016 Finals: 28 punti, 12 rimbalzi
– Famila Schio, EuroLeague 2019: rimonta di 18 punti
Ma la vera chiave è emotiva: nelle rimonte del basket femminile ci sono lacrime vere, mani che tremano, spogliatoi che si trasformano in famiglie.
Quando il punteggio tradisce, cosa resta se non la fiducia incrollabile nel gruppo?
Il Sudore e la Gloria dell’Atletica
L’atletica non concede margini. Ogni secondo è un’eternità. Eppure, anche qui, le donne hanno firmato recuperi che sembravano impossibili.
Come dimenticare Sifan Hassan, protagonista ai Mondiali di Budapest 2023? Cade a meno di 50 metri dal traguardo nei 10.000 metri, si rialza, e pochi giorni dopo – come se nulla fosse – conquista due ori. Una rinascita sportiva e umana che ha lasciato il mondo senza fiato.
O Mo Farah nella sua versione femminile contemporanea: la keniana Faith Kipyegon, che nel 2023 ha abbattuto record su record, spesso partendo da gare in cui sembrava tagliata fuori, rimontando con sprint impossibili. La rimonta, in pista, non è solo un gesto fisico: è un grido d’identità.
Record e curiosità:
– Sifan Hassan, Mondiali 2023: caduta nei 10.000m, oro nei 5.000m e 1.500m
– Faith Kipyegon: 3 record mondiali in 10 mesi
Cosa significa rialzarsi quando il mondo intero ha appena visto la tua caduta?
Dibattito: Le Rimonte Come Specchio del Coraggio
Ogni rimonta femminile porta con sé un eco che va oltre il risultato. È un atto di ribellione contro il destino, ma anche contro le aspettative. Non si tratta solo di vincere la partita, ma di affermare la propria presenza nel panorama sportivo globale.
Ci sono ancora voci che minimizzano il valore del movimento sportivo femminile, ma sono proprio queste imprese a zittire ogni dubbio. Le rimonte non sono “miracoli”: sono il risultato di preparazione, freddezza, potenza psicologica e spirito di gruppo.
Ogni generazione ha la sua rimonta simbolica. Negli anni 2000, Serena Williams e Venus hanno ridefinito il concetto di resilienza. Negli anni 2010, Megan Rapinoe e compagne hanno mostrato che la leadership si misura anche nel rifiutare la sconfitta come opzione. Oggi, figure come Alexia Putellas e Sydney McLaughlin-Levrone sono l’emblema di una nuova evoluzione: il ritorno non solo dopo una partita persa, ma dopo infortuni, incidenti o vere e proprie fratture emotive.
Il dibattito resta aperto:
– Le rimonte femminili sono più ispiranti perché rappresentano la resistenza oltre il gioco?
– Oppure le celebriamo così tanto perché ci ricordano una lotta più ampia, quella per l’uguaglianza e il rispetto nello sport?
Eredità e Significato di Queste Imprese
Le grandi rimonte femminili sono più di eventi sportivi: sono metafore di vita. Ci insegnano che tutto può cambiare, anche quando sembra irrimediabilmente deciso. Che l’attimo in cui scegli di non arrenderti può riscrivere la storia, la tua e quella di un intero movimento.
Dalla terra rossa di Parigi alle curve infuocate di Budapest, dal parquet di Minneapolis ai gol al 90°, le donne hanno risposto con una sola certezza: non finisce finché non è finita.
Ogni rimonta è una scintilla che accende il futuro, un promemoria potentissimo: la vittoria non è l’opposto della sconfitta, è la sua evoluzione migliore.
Perché dietro ogni “rimonta femminile” c’è un messaggio universale: credere, sempre, anche quando nessuno più ci crede.



