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Quando i Social Hanno Fatto Esplodere uno Scandalo

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Tweet, post o foto che hanno creato crisi istituzionali

Il calcio è da sempre teatro di emozioni, rivalità e passione. Ma nell’era digitale, anche un singolo tweet, una foto o una storia su Instagram possono generare scandali in grado di scuotere club, federazioni e opinione pubblica. Ecco alcuni dei casi più emblematici in cui i social media hanno innescato crisi istituzionali nel mondo del calcio.

Il tweet di Mesut Özil contro la Cina

Nel 2019, Mesut Özil, centrocampista dell’Arsenal, pubblicò su Twitter un messaggio in cui denunciava la repressione della minoranza uigura da parte del governo cinese. Il post scatenò una reazione diplomatica e commerciale immediata: la partita dell’Arsenal non venne trasmessa in Cina, sponsor asiatici interruppero collaborazioni, e il club prese le distanze dal giocatore.

Il tweet di un singolo atleta aveva innescato una crisi internazionale, mettendo in imbarazzo la Premier League e il proprio club.

Il caso Aurier: Insulti via Periscope

Nel 2016, Serge Aurier, all’epoca al Paris Saint-Germain, trasmise in diretta su Periscope un video in cui insultava il proprio allenatore Laurent Blanc e alcuni compagni. Il filmato si diffuse rapidamente, provocando una crisi interna e un danno d’immagine per il club. Aurier fu sospeso, ma il suo rapporto con la società non si ricompose mai del tutto.

Nazionali e social: il caso Benatia-Bonucci

Durante le qualificazioni ai Mondiali 2018, Mehdi Benatia pubblicò una Instagram Story polemica dopo un fallo di Bonucci in Marocco–Italia. Il tono ironico generò una bufera social, con tifoserie divise e tensioni tra federazioni. Le interazioni sui social, da semplici sfottò, si erano trasformate in un incidente diplomatico sportivo.

Juventus e Superlega: il tweet dell’annuncio

Nel 2021, la Juventus – insieme ad altri top club europei – annunciò la creazione della Superlega con un comunicato ufficiale e tweet sincronizzati tra le società. Il backlash fu immediato: proteste di tifosi, minacce di sanzioni da UEFA e FIFA, e un crollo mediatico in meno di 72 ore.

Quel tweet non fu solo un annuncio, ma il detonatore di una delle crisi istituzionali più clamorose del calcio moderno.

Il selfie di Cristiano Ronaldo con la bandiera dell’Arabia Saudita

Nel 2023, Cristiano Ronaldo celebrò una festività nazionale saudita con un selfie e la bandiera del Paese. Il post, diventato virale, fu accolto con entusiasmo dai tifosi locali, ma criticato in Europa per il contesto politico e i diritti umani. Il caso sollevò questioni sull’uso dell’immagine degli atleti per fini geopolitici.

Conclusione

I social media hanno dato ai calciatori e ai club un megafono globale, ma anche una responsabilità enorme. Un tweet può generare crisi reputazionali, economiche o diplomatiche. I post non sono mai solo contenuti: sono dichiarazioni pubbliche, con impatti concreti sul calcio giocato e sulla governance sportiva.

Oggi, il vero cartellino rosso può arrivare prima su Twitter che in campo.

Per approfondire l’impatto dei social media sulla reputazione di atleti e club, ti consigliamo di leggere il report della FIFA sul tema della moderazione e della responsabilità digitale nel calcio moderno:
FIFA Guardians Report: Social Media and Player Protection

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