Palline calde, errori in diretta e scandali che hanno minato la credibilità
Il calcio, con la sua passione travolgente e i suoi milioni di spettatori, si fonda anche su regole chiare e trasparenza. Tuttavia, negli anni, i sorteggi UEFA sono finiti al centro di polemiche e scandali che hanno alimentato dubbi sull’integrità del sistema. Dall’errore in diretta del 2021 alle teorie delle “palline calde”, ripercorriamo i momenti più controversi che hanno segnato i sorteggi europei.
L’Errore nel Sorteggio della Champions League 2021
Uno degli episodi più recenti e clamorosi risale al 13 dicembre 2021, quando il sorteggio degli ottavi di finale della Champions League è stato annullato e rifatto a causa di un errore nella gestione dei criteri di abbinamento. Il Manchester United fu escluso erroneamente come possibile avversario del Villarreal, e successivamente inserito nel sorteggio contro il Liverpool, che però non era sorteggiabile.
Di fronte alla protesta dei club coinvolti, la UEFA ha dichiarato che un “problema tecnico con il software fornito da un fornitore esterno” aveva influenzato il processo. Il sorteggio è stato ripetuto nel pomeriggio, ma il danno d’immagine era ormai fatto.
Le Teorie delle Palline Calde
Uno dei sospetti più longevi sui sorteggi UEFA riguarda la presunta manipolazione fisica delle palline, note come la “teoria delle palline calde”. Secondo questa teoria, alcune palline verrebbero riscaldate o raffreddate per permettere a chi le estrae di riconoscerle al tatto, guidando così i risultati del sorteggio.
Questa teoria è stata evocata più volte, anche da figure del calcio come Arsène Wenger, che nel 2016 dichiarò alla stampa di “non essere del tutto certo della trasparenza dei sorteggi UEFA”, pur senza prove dirette. Nessuna accusa formale è mai stata provata, ma il sospetto resta radicato tra tifosi e addetti ai lavori, alimentato dalla mancanza di trasparenza del processo.
Champions League 2013: il sorteggio “pilotato” secondo il Galatasaray
Nel 2013, dopo che il Galatasaray fu abbinato al Real Madrid nei quarti di Champions League, i dirigenti turchi protestarono pubblicamente, parlando di “abbinamenti sistematici per proteggere i grandi club”. Il club turco insinuò che i sorteggi non fossero affatto casuali, suggerendo una possibile gestione dell’algoritmo per evitare scontri anticipati tra i club di maggior appeal commerciale.
Anche in quel caso, la UEFA ha sempre difeso la regolarità del sorteggio, ma non ha mai aperto verifiche esterne indipendenti.
Il Sorteggio della Champions League 2016: palline sbagliate, proteste reali
Nel sorteggio degli ottavi di Champions League 2016, si verificò un errore evidente: il Manchester United fu nuovamente coinvolto in un abbinamento non valido, mentre un video diventato virale mostrava Arshavin (ospite d’onore) esitante nella scelta delle palline, alimentando l’idea che qualcosa non fosse del tutto regolare.
La UEFA, ancora una volta, parlò di errore umano e software, ma le immagini rilanciate sui social accrebbero lo scetticismo dei tifosi.
Fiducia e trasparenza nel mirino
Ogni incidente nei sorteggi UEFA non è solo una gaffe tecnica, ma una frattura nel rapporto di fiducia tra tifosi e istituzioni calcistiche. Se da un lato non esistono prove concrete di manipolazioni sistematiche, dall’altro la mancanza di meccanismi di verifica indipendente alimenta teorie, accuse e sfiducia.
Il futuro richiede maggiore trasparenza, anche nella tecnologia utilizzata e nella presenza di osservatori terzi.
Conclusione
I sorteggi UEFA dovrebbero rappresentare uno dei momenti più attesi e trasparenti del calcio europeo. Tuttavia, ogni errore o sospetto mina la credibilità dell’intero sistema. Per riconquistare la fiducia, è fondamentale rafforzare i protocolli, comunicare con chiarezza e soprattutto coinvolgere strumenti di controllo indipendenti.
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