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La Storia dell’Hibernian FC

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La storia dell’Hibernian FC è un racconto di cuore, coraggio e identità: dalle radici irlandesi ai trionfi moderni, ogni capitolo parla di una passione che non conosce confini. Scopri come il verde dell’Hibs continua a brillare come simbolo di speranza nel cuore di Edimburgo

Non è solo una squadra. È un battito, un respiro, una fede. L’Hibernian Football Club non rappresenta semplicemente una parte di Edimburgo — è la dimostrazione che il coraggio e la passione possono trasformare la storia di un club, trascinandolo oltre i confini di una semplice rivalità sportiva.

Per chi cammina lungo Easter Road, il verde dell’Hibs non è un colore: è un simbolo di identità, di ribellione, di speranza.

Le origini e la nascita del Cuore Verde | Dalla caduta alla rinascita | Il fuoco del derby di Edimburgo | Gli eroi della tradizione Hibs | Il futuro del cuore verde

Le origini e la nascita del Cuore Verde

Fondata nel 1875 da immigrati irlandesi nella capitale scozzese, l’Hibernian FC nacque come una mano tesa in un’epoca di esclusione e povertà. I fondatori, ispirati dalla propria eredità cattolica e irlandese, decisero di dare vita a un club che potesse rappresentare la propria comunità. Da lì il nome Hibernian — antico termine latino per “irlandese”.

Nel cuore di Leith, tra i vicoli e le strade strette della vecchia Edimburgo, l’Hibernian divenne presto un simbolo della working class. Già nel 1887, solo dodici anni dopo la sua nascita, il club otteneva una vittoria storica nella Scottish Cup, aprendo un capitolo che avrebbe cambiato la percezione del calcio scozzese moderno.

Ma l’Hibs non è mai stato solo un club di calcio: è un movimento culturale, un punto d’incontro di identità e orgoglio. La sua storia è intrisa d’emozione e determinazione, un viaggio tra tempi di gloria e ombre d’oblio.

Cosa rende realmente speciale un club come l’Hibernian?

Dalla caduta alla rinascita

Gli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale furono difficili. La squadra rischiò più volte la dissoluzione, schiacciata da problemi economici e organizzativi. Ma il cuore verde non smise di battere. Nei momenti peggiori, furono i tifosi — gli “Hibbies” — a tenere viva la fiamma, dimostrando che la passione non si misura solo in trofei, ma nella fedeltà incrollabile.

Negli anni Quaranta arrivò la resurrezione sportiva. Con la leggendaria formazione conosciuta come The Famous Five — Gordon Smith, Eddie Turnbull, Lawrie Reilly, Bobby Johnstone e Willie Ormond — l’Hibernian visse il suo periodo d’oro. Il calcio offensivo e spettacolare di quella squadra incantò la Scozia e l’Europa.

Tra il 1948 e il 1952, l’Hibs conquistò tre titoli di Scottish League, segnando un’epoca irripetibile. Il loro gioco, rapido e creativo, definì un modello di calcio che anticipava di decenni la filosofia del pressing e del possesso moderno.

Molti sostengono che in quegli anni, il pubblico di Easter Road sperimentò il primo vero tiki-taka scozzese. Ma, più di ogni schema tattico, era l’anima verde a conquistare chiunque: quella sensazione di appartenere a qualcosa di più grande, di condividere una fede calcistica con migliaia di cuori all’unisono.

Il fuoco del derby di Edimburgo

Nessuna storia dell’Hibernian può prescindere dalla rivalità più accesa e antica del calcio scozzese: quella contro l’Heart of Midlothian. Hibs contro Hearts, verde contro bordeaux: è il Derby di Edimburgo, un duello che divide la città da oltre un secolo.

Ogni incontro tra le due squadre non è solo una partita: è un rito cittadino. Gli sguardi si incrociano nei pub, nelle strade, nei luoghi di lavoro. E ogni gol è un atto d’amore o di vendetta, a seconda del colore che porti nel cuore.

L’Hibernian ha avuto momenti memorabili in questa rivalità, ma pochi paragonabili alla finale di Scottish Cup del 2016. Quel giorno, contro i Rangers, la squadra di Alan Stubbs scrisse una delle pagine più incredibili della storia moderna del calcio scozzese.

Con il punteggio di 2-2 e il tempo che scorreva via, i tifosi trattenevano il respiro. Poi, al 92’, arrivò il colpo di testa di David Gray. Il capitano, l’uomo della perseveranza, segnò il gol che riportò la Coppa a Leith dopo 114 anni d’attesa.

Il boato di Easter Road, la folla in lacrime, la città verde che esplodeva di gioia: fu un momento eterno. E anche chi non tifa Hibs dovette ammetterlo — quel giorno, il calcio aveva trovato una delle sue fiabe più pure.

Approfondimento sulla Scottish Cup disponibile su BBC Sport.

Gli eroi della tradizione Hibs

L’Hibernian ha sempre avuto il dono di creare leggende. Dai pionieri irlandesi ai moderni protagonisti del calcio scozzese, ogni generazione ha avuto i suoi eroi.

Eddie Turnbull, membro dei Famous Five, fu non solo un fuoriclasse in campo ma anche un innovatore in panchina, sperimentando tattiche d’avanguardia negli anni Sessanta.

Pat Stanton, elegante e carismatico, divenne un simbolo del fair play e il volto della dignità sportiva. Il suo modo di interpretare il gioco andava oltre il risultato, rappresentando un modello per generazioni di giocatori scozzesi.

Negli anni Duemila, figure come Leigh Griffiths e Scott Brown riportarono energia e grinta a una tifoseria che non smette mai di credere. Griffiths, nato e cresciuto nella zona, vedeva davvero l’Hibs come parte della propria anima.

C’è forse qualcosa di più potente del giocare per la squadra che ami fin da bambino?

Ogni nome inciso nella storia dell’Hibernian racconta lo stesso sogno: superare i limiti, battere i pronostici, onorare il cuore verde. Quelle maglie, con la spessa barra bianca sulle maniche, incarnano la tradizione, ma anche la continua voglia di rinnovarsi.

L’anima tattica del gioco Hibs

Nel corso degli anni, l’Hibernian ha costruito un’identità calcistica chiara: calcio offensivo, rapido, ricco di movimenti intelligenti. Il sistema di gioco si è evoluto, ma la filosofia è rimasta la stessa: attaccare con coraggio.

Sotto la guida di allenatori come Jack Ross e Lee Johnson, il club ha investito su giovani talenti, abbracciando una mentalità moderna. Il modulo 4-2-3-1, spesso utilizzato, permette fluidità e verticalità, dando libertà ai giocatori offensivi di esprimersi.

Statistica chiave: oltre 50 reti realizzate nella stagione 2023/24 tra campionato e coppe nazionali. Un dato che testimonia la continuità di una tradizione che predilige il gioco di costruzione e la dinamicità sugli esterni.

Ma l’aspetto più affascinante dell’Hibernian non è solo tecnico — è mentale. Quando la squadra scende in campo, ogni passaggio sembra raccontare una storia di redenzione, ogni contrasto è una piccola battaglia per l’onore di Edimburgo.

La fede di Easter Road

Chi entra a Easter Road percepisce un’atmosfera unica. È uno stadio vecchio stile, con il calore che proviene direttamente dagli spalti, dove i cori non si spengono mai. Ogni partita diventa un dialogo tra tifosi e giocatori.

Il pubblico verde sa soffrire, ma sa anche esaltarsi. È fede, pura e incondizionata. Quando la squadra gioca male, i cori non si fermano; quando segna, lo stadio tremola come un’unica voce.

Quanto vale un gol, se non lo condividi con chi ti ha sostenuto nei momenti più bui?

La connessione tra la tifoseria e il club è ciò che rende l’Hibernian qualcosa di diverso. Non un marchio, ma una memoria collettiva che si tramanda di generazione in generazione.

Fan Take: Tradizione o futuro?

Nel mondo moderno, dove le società calcistiche tendono a trasformarsi in brand globali, l’Hibernian rappresenta un interessante paradosso. Da un lato, la voglia di modernità e competitività; dall’altro, la necessità di conservare quel legame viscerale con la comunità.

Alcuni tifosi credono che il club debba puntare più in alto, inseguendo stabilmente le posizioni europee e sfidando i giganti del calcio scozzese. Altri, invece, sostengono che la vera forza dell’Hibs sia la sua autenticità, la sua radice popolare.

È un dibattito acceso, ma sano. In fondo, nel cuore verde convivono entrambe le anime — quella sognatrice e quella realista. E forse è proprio questo equilibrio a rendere il club immortale.

Il futuro del cuore verde

Guardando avanti, l’Hibernian ha tutte le carte in regola per continuare a scrivere storie epiche. Giovani come Josh Campbell e Martin Boyle rappresentano il presente e il domani della squadra. Le nuove generazioni, cresciute respirando l’atmosfera di Easter Road, si preparano a indossare la maglia con la stessa passione dei leggendari Famous Five.

Il club sta inoltre investendo su strutture e accademie, puntando a crescere non solo in termini tecnici, ma soprattutto culturali. Promuovere valori come il rispetto, la coesione e il senso di appartenenza — tutto ciò che ha reso grande l’Hibernian per quasi 150 anni.

Il futuro non sarà semplice. La Scottish Premiership è una competizione aspra, dove lottare contro squadre come Celtic e Rangers richiede più che talento: serve anima. E quella, all’Hibernian, non manca mai.

Può il cuore verde tornare a battere più forte che mai nei prossimi anni?

Eredità di un cuore indomabile

L’Hibernian è molto più di un nome scritto su una maglia o su una classifica. È una testimonianza vivente di come la passione possa sopravvivere a tutto — agli errori, alle sfortune, perfino al tempo.

Ogni volta che il pallone varca la linea bianca di Easter Road, ogni volta che un tifoso alza la sciarpa al cielo, si rinnova la promessa di non arrendersi mai. Il verde diventa speranza, il bianco diventa purezza, il grido “Hibs! Hibs! Hibs!” diventa eco di un secolo di fede.

Oggi, come nel 1875, l’Hibernian FC rimane il miglior cuore verde di Scozia — forte, pulsante, indimenticabile.

Perché in fondo, nel calcio come nella vita, non vince sempre chi ha più titoli o denaro. Vince chi non smette mai di credere.

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